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Botswana
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Kazungula
Il Border Pass più
iellato che un viaggiatore possa
incontrare.
Annoiato osservo il vecchio facocero che sta rovistando dentro un
secchio di rifiuti alla ricerca di resti di cibo.
Quasi scompare all'interno di questo bidone e forma una figura a metà
strada fra il robot e d il mostro di certe fiabe.
Sono a Kazungula, il posto di
confine fra il Botswana e lo
Zimbabwe.
Avevo sentito parlare dell'alone di sfortuna che circonda Kazungula.
Viaggiatori che giunti al confine si accorgevano di aver perso lo zaino
durante il tragitto, altri che non trovavano più il passaporto, altri
che foravano durante il tragitto e arrivavano quando il confine era
chiuso, ....
Immaginavo fossero leggende metropolitane
o racconti enfatizzati da certi viaggiatori.
Mi devo ricredere! Da più di un'ora aspetto il ritorno del taxi che mi
deve accompagnare a Victoria Falls
nello Zimbabwe.
Che cosa è successo? E' successo che la sfiga
di Kazungula (morbo dell'attesa che colpisce inesorabilmente
i viaggiatori che passano di qui) ha colpito anche me, a dimostrazione
che esiste veramente ed è ben radicata e virulenta.
Il taxi è dovuto ritornare a Kasane
perchè l'autista aveva dimenticato i documenti dell'auto e quindi non
poteva proseguire per Victoria Falls, e quando sono arrivato qui ero già
in ritardo di due ore, perché l'autista si era dimenticato di venirmi a
prendere!
Ripenso alle due settimane trascorse fra il
delta dell'Okawango ed il deserto del
Kalahari.
Sono state due settimane intense, di sudore, fatica e.... tantissime
emozioni.
Ho passato quasi tutto il tempo nel delta, e mi sono rimasti troppo
pochi giorni per il Kalahari, sono riuscito soltanto a lambire questo
deserto, dove devo assolutamente tornare.
Il caldo era soffocante la pista polverosa ed il sole accecante, ma
nonostante tutto, il suo fascino era incredibile. Spesso dovevo scendere
perché il fuori strada si era insabbiato.
In questo modo potevo osservare le tracce lasciate dagli animali.
Ho riconosciuto le tracce di orici e antilopi varie. In alcune occasioni
ho osservato, in lontananza, degli sciacalli.
Romantica e suggestiva e' stata la notte trascorsa in tenda, in un campo
improvvisato all'ombra di maestosi baobab.
Il cielo costellato da milioni di stelle ha completato l'opera.
Dovrò tornare nel Kalahari, l'esperienza del deserto mi ha affascinato e
sicuramente la ripeterò.
Il suono di un clacson ed il rumore del bidone che rotola mi riportano
alla realtà.
Finalmente il mio taxi e' ritornato, per attirare la mia attenzione ha
suonato spaventando il facocero che preso dal panico ha cominciato a
scappare.
Non riuscendo ad uscire dal bidone rotola per il piazzale assieme alla
sua prigione metallica provocando un rumore assordante.
Un doganiere accorre a liberare il povero facocero dalla sua gabbia
rumorosa ed ingombrante, e lui se ne va trotterellando, seguito dagli
sguardi dei turisti e dei frontalieri che attendono ... pazientemente...
di passare il confine.
Se mai doveste passare di qui cercate di non avere fretta, ricordatevi
che la iella di Kazungula esiste
veramente.
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